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Ravello

La bellezza del paesaggio, le torri e le case in tufo nero, gli scorci su terrazze, cortili, archi e scalinate, i giardini rigogliosi e fioriti, arricchiti di statue e fontane e soprattutto le magnifiche ville Rufolo e Cimbrone, conferiscono a Ravello un fascino particolare. L'incanto di Ravello è stato decantato e immortalato da artisti e letterati di tutto il mondo da Wagner a Gore Vidal. Andrè Gide così scriveva nel suo Immoralista: "Ravello sta più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva". Per il tuo soggiorno in Costiera Amalfitana scegli un albergo a Ravello!

L'hotel Rufolo, è un albergo di charme con terrazze e camere direttamente affacciate sui giardini di Villa Rufolo e sullo splendido golfo di Salerno. L'hotel Rufolo offre agli ospiti un soggiorno straordinario in armonia con il fascino e la tranquillità di Ravello.

  • categoria:

    giudizio medio: 9.0

  • Piscina Esterna Centro Benessere Parco/Giardino

Ravello e...

Arte

Palazzo Confalone

Attualmente di proprietà della famiglia Vuilleumier, Palazzo Confalone è divenuto "Hotel Palumbo" dal nome di Pasquale Palumbo, avo dei proprietari. Fu costruito da un architetto arabo nel 1100, quando Ravello era colonia di Amalfi econserva della struttura originaria, il cortile, con colonne romane che sorreggono una sequenza di archi a sesto acuto. La torre, il bar in stile moresco, la mobilia d'epoca, i tappeti persiani e le colonne ripescate nel mare di Amalfi, con capitelli dorici o corinzi, lisce o scanalate, creano un ambiente suggestivo.

Villa Rufolo

Villa Rufolo incarna senza alcun dubbio tutto il fascino di Ravello: la fusione armoniosa di una natura ricca di luci e colori e di un'arte che reca, nell'intreccio di balconcini, guglie, colonnine ed arcate, una suggestione dal sapore orientale. È uno scenario da mille e una notte, che evoca ad un tempo la mitica Sherazade ed i bottini frutto delle scorribande dei pirati saraceni, i giardini segreti degli harem musulmani ed il candore abbagliante delle moschee magrebine. Un luogo evocatore che ispirò gli animi sensibili di artisti, poeti, musicisti e pittori che conquisto viaggiatori e uomini di cultura. La Villa, alla quale si accede da Piazza Vescovado, sulla destra del Duomo, fu costruita tra il 1270 ed il 1280 dai Rufolo, mercanti facoltosi operanti all'epoca dei Normanni sulle rotte commerciali del Mediterraneo. Concepita come dimora principesca, viene ricordata nell'immaginario popolare come "la villa dalle 365 stanze". Nel periodo di massimo splendore la villa si estendeva sino a Marmorata, vicino al mare. In seguito alla suddivisione della proprietà, ai danni provocati dai terremoti, in particolare quello che nel 1713 distrusse il chiostro, l'abbandono e l'incuria determinarono la distruzione di molte parti del complesso e rimaneggiamenti spesso infelici.

Villa Cimbrone e il viale della Terrazza dell'Infinito

In origine ove ora sorge la villa non vi era che un podere incolto. Nel 1904 un gentiluomo inglese, Ernest William Beckett, informato dal suo sarto di origine ravellese, Nicola Mansi, che il luogo costituiva un sito panoramico di rara bellezza, l'acquistò e affidò al sarto le opere di ricostruzione. I lavori, eseguiti dalle maestranze locali, trasformarono il podere in un complesso costituito da un edificio con due torri, un cortile decorato con elementi di varia provenienza. Degno di nota il viale della Terrazza dell'Infinito. Il viale conduce dall'ingresso, attraverso un incantevole giardino, prima al Tempietto di Cerere, in stile dorico, con la statua della dea simbolo della natura, poi alla famosa "Terrazza dell'Infinito" ornata con i busti antichi dei sette re di Roma. Il sentiero conduce anche al Belvedere dove si trova la statua in bronzo di Mercurio, messaggero alato degli dei, protettore dei commerci e dei viandanti, raffigurato come un giovane seduto su una roccia in atteggiamento di riposo. Il sentiero prosegue sino al Tempio di Bacco, in stile greco, ornato da una statua bronzea che raffigura un satiro nell'atto di sorreggere il dio bambino; il tempio custodisce inoltre le ceneri di Lord Beckett morto il 9 maggio 1917. Imperdibile la Tea Room, sala rettangolare con pilastri ricoperti di maioliche e pareti ornate d'arabeschi.

Museo del Corallo

Il luogo delle meraviglie, un tesoro nascosto, entrato nel 1986 nelle guide dei musei. Il museo raccoglie 600 opere d'arte, realizzate esclusivamente in corallo, tra cui presepi risalenti al '700 napoletano e una ricca collezione di cammei.

Duomo

Dedicato all'Assunta e successivamente a San Pantaleone, fu fondato nel 1086 dal primo vescovo di Ravello. Il duomo, in origine in stile romanico, più volte rimaneggiato in epoca barocca, è caratterizzato da elementi particolarmente interessanti: il campanile del Duecento e le porte bronzee. Degna di nota è anche la Cappella di San Pantaleone, dedicata al patrono di Ravello, che custodisce l'ampolla con il sangue del Santo ed affrescata con le scene dei miracoli e del martirio dello stesso. L'Ambone del Vangelo, caratteristico per il leggio costituito da un'aquila in basalto, simbolo dell'Evangelista San Giovanni e per l'iscrizione "In principio erat Verbum", frase iniziale del Vangelo.

Artigianato

Corallo

Il corallo e la sua lavorazione sono stati il simbolo del commercio all'epoca dell'Antica Repubblica Marinara di Amalfi. Oggi solo a Ravello un maestro artigiano si dedica alla produzione di gioielli e originali presepi in corallo.

Appuntamenti

Ravello Festival (giugno-settembre)

Inaugurato nel 1953, questo straordinario evento musicale dedicato a Richard Wagner, propone ogni anno 80 giorni di spettacoli. Un festival caratterizzato da concerti, mostre, balletti ispirati ad un unico filo conduttore. Con quasi 60.000 spettatori, per lo più stranieri, il Ravello Festival costituisce un appuntamento estivo di grande rilievo culturale.

Festa di San Pantaleone (luglio)

La Festa di San Pantaleone si svolge a Ravello in onore di Pantaleone, un medico decapitato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano e Gaio Valerio Massiminiano. Secondo la leggenda l'ampolla con il sangue del Santo venne portata a Ravello da mercanti che furono costretti ad approdarvi a causa di una grande tempesta. In seguito fu portata in processione al duomo di Ravello e da allora, ogni anno, tutti attendono la liquefazione del sangue, vista di buon auspicio dalla popolazione. Se ciò non dovesse accadere verrebbe interpretato come un cattivo presagio per il paese.

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