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Alpi: le piste nere più famose e pericolose

Discese spericolate e mozzafiato, dall'alto delle cime... fino in baita

There's no such thing
like too much snow! Doug Coombs

Comprensori sciistici

Val Pusteria

In Val Pusteria sono praticabili tutti gli sport alpini: le piste di fondo di Dobbiacco sono famose a livello mondiale; lo sci alpino si pratica sul monte Elmo, in zona San Candido invece ci sono molte piste per snowboard e per lo slittino. E in tutta la valle gli impianti di risalita portano ai maggior comprensori fino a Cortina d'Ampezzo e Plan de Corones.

Monterosa

Il Monte Rosa è un massiccio condiviso tra Italia e Svizzera. In tutte le valli intorno al Monte Rosa si scia nel comprensorio Monterosa Ski e non solo in inverno, ma anche in estate su alcune delle cime oltre i 4.000 metri sempre innevate.

Alta Valtellina

In inverno la ski area comprende alcune dei comprensori più importanti della Lombardia, con piste adatte a tutti, dai bambini alle prime armi agli esperti dello sci alpino. La zona comprende oltre una settantina di impianti di risalita, in grado di trasportare oltre 90 mila persone all'ora, per depositarle su ben 230 chilometri di piste innevate da novembre ad aprile inoltrato.

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Le piste nere, già qui definite Orripilanti, sono quelle che più si avvicinano alle teorie geometriche sul concetto di retta, la linea più corta tra due punti. Sono quelle piste che se fatte per sbaglio (quando scendi dalla seggiovia vai a destra invece che a sinistra) rimangono impresse nelle psiche e la segnano indelebilmente. Se fatte con cognizione di causa e scientemente sono un divertimento unico che fa sentire grandi, belli e forti.

Oltre a quelle già citate (la Forcella Rossa di Cortina, la Gran Risa in Val Badia, la n.4 Herrnegg a Plan de Corones, la pista 65 di Laax, la n. 3 Grual a Pinzolo, la pista Thoeni in Valmalenco, la Moos a Gressoney-La-Trinité, la Saslong a Santa Cristina e la Spinale di Madonna di Campiglio), a Pila poi c'è la Bellevue, omologata per gare internazionali, che è stata recentemente sistemata con nuove protezioni e un percorso sempre molto tecnico, ma con maggiori margini di sicurezza. Inaugurata nel 2003 è famosa tra gli esperti per una prima S spettacolare e il muro nella parte finale.

A Madesimo c’è il Canalone che già Dino Buzzati amava percorrere. Il Canalone è famosissimo tra gli esperti anche perché non viene battuto e quindi assomiglia tanto a un fuoripista. Si arriva direttamente da Madesimo con la telecabina Madesimo-Larici e poi la seggiovia Cima Sole. Il divertimento nel Canalone non è tanto la pendenza, ma le gobbe che costringono ad uno sforzo fisico davvero impegnativo.

A Cervinia c’è la CieloAlto, sempre poco affollata e utilizzata sia da sciatori che da snowbordisti. Lo ‘sballo’ qui sono i due muri iniziali separati da una S e poi il bosco, uno dei pochi della zona, che immettono poi sulla pista numero 16 rossa che porta a valle.

A Selva in Val Gardena ci si suicida con comodo sulla Cir e sui suoi muri che si affacciano sul Sassolungo dove si trova l’altra pista nera più famosa della zona, la Saslong utilizzata anche in Coppa del Mondo. Gli esperti consigliano di percorrere la Cir nel primo mattino quando la neve ha le condizioni migliori, non ancora battuta dagli amici-nemici sciatori (sulle piste è à la guerre comme à la guerre).

Al Sestriere la nera più nera è la Kandahar Banchetta Giovanni Nasi che vien giù praticamente tutta curve da 2800 metri a 1800. Il tracciato è adatto a sciatori esigenti ma che sanno anche apprezzare i panorami. La Kandahar è attraversata da alcune altre piste, per cui è necessario fare attenzione a dove si mettono ... gli sci.

La pista Paradiso al passo del Tonale, sul lato lombardo, poco sotto il ghiacciaio Presena, è scarsamente illuminata dal sole e quindi sempre ben innevata. E’ una pista molto piacevole, larga all’inizio e con diverse curve, ma soprattutto con un ampissimo muro che fa la gioia degli amanti delle evoluzioni. Un altro paio di muri chiudono anche questa emozione.

A Santa Caterina Val Furva c’è la pista intitolata alla grandissima campionessa Deborah Compagnoni: una pista bella e divertente come la sciatrice italiana. L’inizio è stretto tra rocce, poi ci si immette in diversi muri e poi dentro il bosco e poi ancora muri, fino alla fine.

Courmayeur è praticamente un fuoripista unico per cui qui nera e freestyle si confondono e amalgamano. La pista più interessante è quella che scende da Punta Helbroner verso Courmayeur per oltre 2000 metri di dislivello. Si parte da una forcella dove bisogna decidere se andare a destra tra le rocce o a sinistra ... tra le rocce. Dopo questo insalubre divertimento si arriva alla stazione intermedia della funivia al Pavillon e qui bisogna decidere se continuare fino a valle, attaccare gli sci al chiodo o sdraiarsi a prendere il sole alla faccia di chi ti vuole male.